La Cucina Italiana riconosciuta dall’Unesco
Il riconoscimento della “Cucina Italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco nel 2025 sancisce ufficialmente il suo valore non solo come insieme di ricette, ma come pratica culturale complessa, capace di esprimere identità, coesione sociale e creatività.
La cucina italiana, infatti, e un patrimonio condiviso e partecipato: si fonda su conoscenze, rituali e gesti che si tramandano di generazione in generazione, adattandosi ai cambiamenti sociali e al dialogo con altre culture. È caratterizzata dall’uso sapiente delle materie prime, in primis dei prodotti DOP e IGP, dal rispetto della stagionalità e da un approccio che trasforma ingredienti semplici in piatti di grande valore simbolico. Pellegrino Artusi, con il suo celebre volume del 1891 La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, aveva già raccontato questa capacita di rendere nobile anche la cosiddetta cucina “povera”, anticipando lo spirito che oggi trova consacrazione a livello mondiale.
Il cuore della cucina italiana risiede nella sua funzione sociale: cucinare e condividere un pasto significa creare legami, trasmettere memorie, rafforzare le comunità. Non a caso si parla di “cucina degli affetti”, capace di unire famiglie, amici e intere comunità attraverso il pranzo festivo, le tavolate popolari, le mense solidali o i banchetti cerimoniali. Anche le comunità italiane nel mondo mantengono vivo questo patrimonio, ricreando a distanza un senso di appartenenza e continuità.
Il riconoscimento Unesco mette inoltre in luce il ruolo della cucina italiana come strumento di sostenibilità: attraverso le ricette anti-spreco, l’utilizzo di prodotti locali, l’attenzione alla stagionalità e al benessere che contribuiscono a modelli alimentari rispettosi dell’ambiente e della salute. In questo senso, la cucina italiana dialoga con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, dall’educazione alla corretta alimentazione alla lotta contro lo spreco e al rispetto per la biodiversità.
Con questo inserimento, l’Italia consolida ulteriormente il proprio primato nella valorizzazione del patrimonio culturale legato al cibo. La cucina italiana entra così nel novero delle pratiche riconosciute dall’Unesco come beni dell’umanità, testimonianza della capacita del cibo di essere molto più che nutrimento: un linguaggio universale fatto di saperi, emozioni e convivialità, capace di raccontare l’identità di un Paese e, allo stesso tempo, di aprirsi al mondo con spirito inclusivo. Tutti elementi di una vera esperienza di Turismo DOP.


