Turismo e giovani: lo “snackpacking” il trend dell’estate 2026
Turismo enogastronomico, un mercato da 1.230 miliardi: sono i giovani a guidare la rivoluzione dello “Snackpacking”. L’89% di Millennial e Gen Z pianifica le vacanze a caccia di sapori autentici e street food virale. Il comparto globale cresce a ritmo del 15,6% annuo e varca i 2.000 miliardi entro il 2030.
Le nuove generazioni scelgono di esplorare i territori partendo dai loro sapori più veraci: una ricerca che va dai piccoli snack di strada alle specialità regionali, valorizzando le piccole attività commerciali come veri e propri custodi dell’identità locale. Si chiama “snackpacking” ed è il trend dell’estate 2026: l’89% di Millennial e Gen Z pianifica le proprie vacanze a caccia dei sapori locali, secondo il “Global Travel Trends Report” – menzionato da Forbes International – dando vita ad un mercato globale da oltre 1.000 miliardi di dollari. Del resto il turismo estivo globale sta vivendo una profonda trasformazione sociologica ed economica, trainata da viaggiatori più giovani e consapevoli che pianificano ormai le proprie vacanze alla ricerca di esperienze autentiche, culturali e senza filtri. I comportamenti d’acquisto di Millennial e Gen Z sono infatti il motore principale di questo cambiamento.
Un’attitudine che riscrive le tappe della vacanza: il 69% dei viaggiatori punta ai banchi dello street food, il 53% va alla ricerca di panifici storici e il 50% esplora i negozi di alimentari di prossimità a caccia di sapori del territorio. Questo movimento culturale trova la sua consacrazione naturale sui canali social, dove il cibo diventa il racconto fotografico più immediato del viaggio. Oltre il 75% dei giovani ammette infatti di essere propenso a cercare attivamente, durante l’itinerario, un prodotto alimentare specifico solo perché è diventato virale online.
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“I dati dimostrano che per le nuove generazioni la prima tappa del viaggio non è più l’attrazione turistica iconica, ma il luogo in cui batte il cuore quotidiano della comunità – commenta Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di Bwh Hotels Italy & South-East Europe – scegliere lo street food, il panificio storico o il mercato rionale significa cercare un’interazione sincera e non mediata. Il cibo diventa così la chiave per decodificare lo stile di vita di una destinazione, guidando una nuova economia del turismo che ridefinisce completamente i flussi di spesa e le priorità dei viaggiatori”.
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Il mercato globale del turismo
Secondo il recente “Culinary Tourism Market Report 2026”, il mercato del turismo enogastronomico globale è infatti proiettato verso i 1.230 miliardi di dollari entro la fine del 2026, rispetto ai 1.060 miliardi del 2025,registrando un tasso di crescita annuo composto (Cagr) del 15,6%.
Le proiezioni a lungo termine stimano inoltre il raggiungimento di quota 2.190 miliardi entro il 2030. Si tratta di una dinamica globale che trova una perfetta rispondenza nei dati nazionali elaborati da Enit e ripresi dal Ministero del Turismo, i quali certificano come l’enogastronomia in Italia sia ormai una colonna portante dei flussi internazionali: +176% nei soggiorni degli ultimi dieci anni, 2,4 milioni di presenze e ben 395,5 milioni di euro di spesa internazionale, in aumento del +9% rispetto ai cicli storici precedenti.
Oggi questo asset si è consolidato come una motivazione di viaggio trainante, capace di attrarre flussi strategici dai mercati chiave quali Regno Unito, Germania, Spagna e Usa, si legge sul sito del Ministero.
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Fonte: Wine News.it


