Itinerari turistici, cibo e sviluppo rurale: una comprensione critica delle performance delle politiche rurali nel Nord-Est Italia
Ricerca scientifica di Luca Simone Rizzo, Raffaella Gabriella Rizzo, Antonella Trabuio da Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Regione Veneto.
Il concetto di itinerario turistico si riferisce a iniziative che integrano attività e attrazioni tematiche, generando opportunità di business e valorizzando il contesto culturale e territoriale. La politica di sviluppo rurale, pur non promuovendo direttamente il turismo, favorisce la creazione e riscoperta di itinerari, anche legati al cibo. Uno studio condotto nel nord-est Italia, ha analizzato il ruolo del turismo e degli itinerari turistici nel Programma di sviluppo rurale del Veneto, in relazione alla valorizzazione del territorio e dei prodotti alimentari tradizionali. L’indagine ha esaminato le correlazioni tra interventi turistici e caratterizzazione territoriale, tramite due analisi sui beneficiari dei fondi 2014–2020, distinguendo tra quelli erogati dalla Regione e dai GAL.
Sono risultati rilevanti, soprattutto per gli enti pubblici, gli interventi su informazione, infrastrutture turistiche e riqualificazione del patrimonio culturale. Nelle aree LEADER, interviste semi-strutturate hanno evidenziato criticità nell’attuazione delle Misure e il ruolo centrale degli itinerari nello sviluppo rurale. Lo studio conferma il turismo come motore trainante nei territori analizzati, ma sottolinea la necessità di ridefinire le Misure per rafforzarne l’efficacia, coinvolgere maggiormente gli attori locali e ridurre sovrapposizioni con altre politiche.
Le politiche di sviluppo rurale, attuate su larga scala soprattutto nelle aree più rurali del Veneto, hanno favorito il turismo diffuso, la valorizzazione degli spazi aperti e la riscoperta di piccoli centri. Le politiche di sviluppo rurale hanno avuto un ruolo centrale nel accrescere le competenze locali, stimolare investimenti e trasformare le aziende agricole in realtà multifunzionali. Un elemento chiave è stato l’uso degli “itinerari” come strumento per valorizzare il patrimonio rurale e il cibo tipico, come nel caso del progetto Via delle Malghe che ha messo in rete 88 aziende casearie legate all’Asiago DOP.


